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Il certificato anamnestico necessario per il conseguimento della patente di guida.
Il 13 Agosto è entrata in vigore la Legge N. 120, 29 Luglio 2010, che apporta varie modifiche al codice della strada, alcune delle quali interessano anche il mondo medico e sanitario. L’articolo 23 modifica gli articoli 119 e 128 del DL n. 285 del 1992, in materia di accertamento dei requisiti fisici e psichici per il conseguimento della patente di guida e di revisione della patente di guida.
La Legge dispone che "ai fini dell’accertamento dei requisiti psichici e fisici per il primo rilascio della patente di guida di qualunque categoria, ovvero di certificato di abilitazione professionale di tipo KA o KB, l’interessato deve esibire apposita certificazione da cui risulti il non abuso di sostanze alcoliche.
Si configura quindi l'obbligo di presentarsi alla visita per il rilascio o il rinnovo della patente (effettuabile solo dai sanitari abilitati dall'articolo 119 del Codice, come quelli della Asl, delle Ferrovie dello stato, quelli militari eccetera) muniti del certificato di «un medico di fiducia» (dizione testuale della legge), che attesti se ci sono o no malattie incompatibili con la guida (certificato anamnestico).
La legge prevede un Decreto Interministeriale (Interni e Trasporti) attuativo che definisca nei dettagli tutte le procedure, tra cui la “traccia” del certificato del medico di fiducia.
La Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute, ha emanato la circolare 5 novembre 2010 n° 46247 recante un parere su "Quesiti applicativi comma 2 ter e comma 3 Art. 119 Codice della Strada" in tema di certificato anamnestico.
I quesiti erano stati posti dalle Regioni Lombardia e Toscana, e scioglie il dubbio se sia o meno obbligatorio il certificato anamnestico per sottoporsi ai prescritti certificati di idoneità psicofisica.
Con questa circolare vengono chiariti i dubbi interpretativi sulla materia confermando l'Obbligo del Certificato amamnestico per chi vuole conseguire una patente di guida
moto-pneumatici.it
Quali auto posso guidare alla mia età?
Con  il nuovo sistema di patenti in vigore in Italia a partire dal 19 gennaio 2013, ecco l'indicazione della tipologia dei veicoli che si possono guidare e la relativa età richiesta.
AM - Ciclomotori: L1e, L2e e L6e (a 2,3,4 ruote di cilindrata fino a 50 c.c. e velocità massima fino a 45 km/h).
14 anni, solo in Italia, purché non trasportino altri
18 anni con trasportato
A1 - Motocicli di cilindrata fino a 125 cc , potenza max di 11Kw ed un rapporto potenza/peso non superiore a 0,1 Kw/Kg; tricicli di potenza non superiore a 15 kw.
16 anni, purché non trasportino altri
18 anni con trasportato
A2 - Motocicli di potenza non superiore a 35 Kw ed un rapporto potenza/peso non superiore a 0,2 Kw/Kg.
18 anni
A - Motocicli con o senza carrozzetta, di cilindrata superiore a 50 c.c. e velocità massima superiore a 45 km/h; tricicli di potenza superiore a 15 kw.
20 anni (sempre che il conducente sia titolare della patente A2 da almeno 2 anni);
24 se il titolare non ha la patente A2;
21 per i tricicli.
B1 - Quadricicli della categoria L7e: la cui massa a vuoto e' inferiore o pari a 400 kg (550 kg per i veicoli destinati al trasporto di merci), esclusa la massa delle batterie per veicoli elettrici, e la cui potenza massima netta del motore e' inferiore o uguale a 15 kW.
16 anni purché non trasportino altri;
18 anni con trasportato.
B - Autoveicoli (max 9 posti) con massa max fino a 3500 Kg, anche con rimorchio fino a 750 Kg o superiore a 750 Kg, sempre che la massa max della combinazione non superi 4250 kg. Se la massa totale della combinazione supera i 3500 kg è richiesta una prova di capacità e comportamento su veicolo specifico.
18 anni
BE - Complesso di veicoli composti da una motrice della categoria B e da un rimorchio o semirimorchi di massa max non superiore a 3500 kg.
18 anni
C1 - A utoveicoli con massa max superiore a 3500 kg, ma inferiore a 7500 kg, per il trasporto di non più di 8 passeggeri, oltre al conducente.
18 anni
C1E - Complesso di veicoli composti da una motrice della categoria C1 e da un rimorchio o semirimorchi di massa max superiore a 750 kg, sempre che la massa max del complesso non superi 12000 Kg.
Complesso di veicoli composti da una motrice della categoria B e da un rimorchio o semirimorchi di massa max superiore a 3500 kg. sempre che la massa max del complesso non superi 12000 Kg.
18 anni
C - Autoveicoli con massa max superiore a 3500 kg, per il trasporto di non più di 8 passeggeri, oltre al conducente, anche con rimorchio di massa max fino a 750 kg.
21 anni
CE - Complesso di veicoli composti da una motrice della categoria C e da un rimorchio o semirimorchi di massa max superiore a 750 kg,
21 anni
D1 - Autoveicoli per trasporto di non più di 16 persone (oltre il conducente) di lunghezza max fino a 8 m.
21 anni
D1E - Complesso di veicoli composti da una motrice della categoria D1 e da un rimorchio di massa max superiore a 750 kg
21 anni
D - Autoveicoli per trasporto di più di 8 persone (oltre il conducente).
24 anni
DE - Complesso di veicoli composti da una motrice della categoria D e da un rimorchio di massa max superiore a 750 kg
24 anni
BOLLO AUTO
Scadenza, come e dove pagarlo?
Date di scadenza:
Riguardo alle date di scadenza, la prima distinzione da fare è tra il rinnovo e il pagamento del primo bollo.
Per quanto riguarda i rinnovi, il bollo auto deve essere pagato entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello della scadenza precedente.
Se invece dovete pagare il primo bollo, avete tempo fino all’ultimo giorno del mese di immatricolazione.
Se residente in Lombardia o Piemonte, potrai godere di una proroga speciale di ulteriori 15 giorni.
scadenze bollo auto
Quando scade il bollo auto? dipende dalla potenza!
Il calendario delle scadenze dipende dalla potenza del motore, espressa in Kw, siano essi veicoli o motocicli:
le autovetture fino a 35 Kw: le scadenze fisse sono il 31 Gennaio e 30 Settembre;
gli autoveicoli oltre i 35 Kw: le scadenze sono ad Aprile, Agosto e Dicembre;
gli autocarri, motocarri e autobus: Gennaio, Maggio e Settembre;
i Ciclomotori fino a 50 di cilindrata: Dicembre (unica scadenza)
La sanzione in caso di ritardo o mancato pagamento è la seguente:
+0,2% per ogni giorno di ritardo per i pagamenti fatti entro 14 giorni dalla scadenza;
+3% per ogni giorno di ritardo se il pagamento arriva tra i 15 e i 30 giorni dalla scadenza ai quali vanno aggiunti gli interessi dell’1% annuo;
+3,75% per i ritardi superiori ai 30 giorni ai quali vanno aggiunti gli interessi;
+30% per i ritardi che superano l’anno, più gli interessi;
con il mancato pagamento si incorre al fermo amministrativo del mezzo.
Una volta effettuato il pagamento, conservare sempre la ricevuta per almeno 5 anni.
Chi è esente dal bollo auto?
La legge di stabilità di quest’anno ha introdotto molte novità riguardo ad esenzioni totali e parziali.
Sono completamente esentati dal pagamento del bollo le auto elettriche e quelle intestate a persone disabili, mentre parzialmente esentate, fino al 75%, le macchine alimentate esclusivamente a GPL o metano. Le ibride, invece, non godo di incentivi.
Accedono all’esenzione totale anche tutte quelle macchine immatricolate da più di 30 anni, definite “auto storiche”.
Dove pagare
È possibile pagare il bollo tramite diversi servizi: online con Bollonet (–> http://bit.ly/Bollonet_Aci), negli uffici postali, nelle sedi Aci, dai Tabaccai, negli sportelli Bancomat e in tutti i servizi di Internet Banking.
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Autovelox, via libera ai ricorsi per l'annullamento delle sanzioni per multe irregolari.

La commissione Trasporti di Montecitorio ha approvato una risoluzione che prevede, relativamente agli autovelox, la revoca di tutti i decreti emessi che autorizzano "l'uso e l'installazione degli apparecchi rilevatori di velocità in contrasto con la normativa vigente in materia".
Questa risoluzione apre la strada ad una sfilza di ricorsi contro le multe applicate nelle rilevazioni fotografiche degli autovelox, nei casi in cui, fuori dai centri abitati, l'autovelox sia stato installato ed utilizzato ad una distanza inferiore ad un chilometro dal segnale che impone il limite di velocità.
Questa prescrizione era data in maniera "chiara e inequivocabile" dalla riforma del Codice della Strada del 2010, ma nella pratica spesso era disattesa.
In conformità quindi con la prescrizione del Codice della Strada, la risoluzione approvata impegna il governo "ad applicare la legge e a revocare tutti i successivi decreti che invece consentivano l'uso di autovelox a meno di un chilometro dal cartello del limite di velocità, a prescindere o meno dalla presenza di postazioni di polizia stradale".
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